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La pillola di WEBB #webb

 

 

La necessità di WEBB

di Lucilla Frattura

Mi piacciono gli acronimi. Ne ho inventato uno per sintetizzare alcune questioni su cui ragionare insieme. WEBB non è il cognome di qualcuno di cui auspico l'intervento taumaturgico (per esempio di un famoso arbitro di calcio inglese) e neanche l'acronimo di un programma Erasmus (World Europe Beyond Borders). Nelle riflessioni che mi accingo a fare, WEBB sta per Welfare Ecologico a Bassa Burocrazia. Mi piace come acronimo perché unisce quattro questioni importanti di rinnovamento del welfare:

  1. il destino e la destinazione del welfare
  2. l'approccio ecologico nel ripensamento del welfare
  3. l'uso del web e delle tecnologie informatiche nella fruizione dei servizi del welfare
  4. la semplificazione per i cittadini

Lo userò ogni volta che potrò, per non ricorrere a lunghi giri di parole.

Vorrei condividere alcune argomentazioni che tenterò di ricomporre attorno alla necessità di WEBB per tutti. Un WEBB che immagino basato su un approccio alla risoluzione "ragionevole" e "sostenibile" dei problemi delle persone nel vivere una vita ordinaria, che a sua volta necessita del ricorso a ICF. In che senso? E come può essere ICF considerata una base per la riforma del welfare? E a quale ICF dobbiamo fare riferimento?

Mi accingo a farlo a partire dal mio contributo alla implementazione e alla formazione all'uso delle classificazioni internazionali in Italia. Lo farò attraverso alcune brevi riflessioni che ho voluto chiamare "pillole di WEBB".

Ogni pillola è pensata per essere indipendente anche se ognuna si lega alle altre.

 

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