L’adozione di ICD-10-IM rappresenta un passaggio fondamentale per l’aggiornamento e l’armonizzazione dei sistemi informativi sanitari italiani. Si tratta della modifica italiana (Italian Modification, IM) della classificazione ICD10 OMS (versione 2019, comprensiva di COVID-19, la cui edizione italiana è a cura del Centro Collaboratore Italiano dell’OMS per la Famiglia delle Classificazioni Internazionali – CCIOMS, presso la Direzione centrale salute, politiche sociale e disabilità della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia) sviluppata nell’ambito di un accordo di collaborazione tra il Ministero della Salute e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
La classificazione ICD-10-IM è realizzata nell’ambito del Progetto NSIS-CLASS e risponde all’esigenza di dotare il Servizio Sanitario Nazionale di uno strumento di codifica aggiornato, compatibile con gli standard OMS ma adattato alle specificità italiane.
La versione sperimentale (cd. “Gamma”) viene utilizzata esclusivamente nel corso dell’anno 2026 al fine di poter realizzare ulteriori perfezionamenti prima del rilascio della versione finale (cd. “Delta”) che entrerà in uso a decorrere dal 1° gennaio 2027, come previsto dal DM 23 ottobre 2025.
Per un uso appropriato dell’ICD-10-IM è necessario utilizzare i volumi 2 e 3 (rispettivamente, Manuale di istruzioni e Indice alfabetico) dell’opera originale OMS, consultabili nel Portale italiano delle classificazioni sanitarie.
Le versioni attualmente disponibili dei prodotti ICD-10-IM (consultabili nella pagina “Documentazione tecnica”) rappresentano dei prototipi, finalizzati alla sperimentazione, e per gli usi ufficiali dei codici di diagnosi all’interno dei flussi informativi NSIS resta valido lo standard ICD-9-CM per tutto il 2026.